HomePod, Apple lavora alla versione low-cost (e forse non basterà)

HomePod2

Mentre Amazon e Google si contendono il mercato degli smart speaker, Apple resta spaventosamente indietro. Ecco perché sta lavorando ad una nuova versione di HomePod meno potente e soprattutto meno costosa che conquisti gli utenti. Per il momento, però, resta un flop conclamato.

Cos’è uno Smart Speaker?

Uno smart speaker consiste in un altoparlante con o senza fili dotato uno o più microfoni per recepire i comandi vocali; comandi che vengono intercettati grazie all’uso di specifiche parole chiave, e che vengono elaborati da un assistente virtuale integrato. Ogni produttore ovviamente utilizza il proprio: Apple usa Siri, Amazon si appoggia su Alexa e infine Google preferisce Assistente Google, ma l’idea di fondo non cambia.

I dispositivi più conosciuti sono Amazon Echo, Google Home e HomePod, ma quest’ultimo -a differenza degli altri- proprio non vuol saperne di decollare. E ad oggi, a più di due anni di distanza dal debutto, non ha raggiunto ancora neppure il mercato italiano. Un ritardo che inizia a pesare, e che potrebbe minare la strategia futura di Apple. Ecco perché.

Qualche Dato

I numeri sono incontestabili. Stando ad una ricerca di Strategy Analytics, Apple ha consegnato 4,6 milioni di HomePod nel trimestre fiscale che va da ottobre a dicembre 2019, agguantando così appena il 4,7% del mercato. Perfino Baidu, Alibaba e Xiaomi fanno meglio di lei, e non parliamo poi di Google e della regina incontrastata del settore degli smart speaker: Amazon, coi suoi 15.8 milioni di Echo piazzati e il 28.3% del mercato saldamente in pugno.

Secondo un’altra ricerca parallela e indipendente condotta da eMarketer, il 69.7% di tutti gli smart speaker degli Stati Uniti nel 2020 sono Amazon Echo, e per il futuro immediato non si prevede che Apple possa uscire dalla sua nicchia.

Con numeri del genere, viene da domandarsi cosa stia sbagliando Tim Cook; l’interesse dei consumatori nel settore, infatti, non accenna ad esaurirsi, e segna un +44,7% rispetto al 2018. E allora, se i consumatori comprano sempre più smart speaker, com’è che non scelgono HomePod?

La riposta è complessa, e probabilmente va affrontata da diversi punti di vista.

Le Pecche di HomePod

Laddove è possibile acquistare un Sonos con Alexa per meno di 100€, o un Echo per meno di 50€, Apple commercializza HomePod in fascia premium: 299$ più tasse; e considerate che ha abbassato il prezzo pochi mesi dopo il debutto, evidentemente per via dello scarso successo (per correttezza d’informazione, dobbiamo dire che non abbiamo numeri ufficiali perché Apple infila HomePod nelle statistiche che contemplano anche Apple Watch e AirPods, ma è evidente che qualcosa non stia funzionando. Tutti gli analisti infatti concordano sul medesimo scenario).

Ed è così che arriviamo ai quattro nodi della questione:

  • Prezzo: Speaker con Alexa e Assistente Google sono commercializzati a prezzi sensibilmente inferiori rispetto a HomePod. E, pur sfruttando assistenti virtuali diversi, fanno grossomodo le stesse cose: gestiscono musica in streaming e domotica, intrattengono, forniscono servizi utili e sanno rispondere alle domande. E alla fine, vale la pena spendere oltre 300€ per spegnere una lampadina?
  • Disponibilità: HomePod è stato lanciato il 5 giugno 2017, in occasione del WWDC; da allora, possibile che non abbiano ancora messo a punto la localizzazione italiana? Viene da pensare che non ci stiano più neppure provando.
  • Diversificazione: Mentre gli smart speaker alternativo vengono via per meno di 100€ (Ipermela propone gli eccellenti Sonos: ottimo suono e compatibilità con Alexa), HomePod costa più di tre volte tanto. Inoltre, la concorrenza offre prodotti per tutte le tasche, coprendo una vastissima varietà di esigenze; di HomePod, invece, ce n’è solo uno e questo è quanto.
  • Promozioni: Al di là del taglio iniziale di 50$, il prezzo di HomePod è rimasto invariato per oltre due anni. Amazon e Google invece propongono periodicamente offerte molto aggressive, a volte svendendo a prezzo di costo gli speaker, e la ragione è semplice: una volta conquistato l’utente, poi quest’ultimo sarà invogliato a acquistare hardware, servizi premium e altro, facendo così da volano all’intero ecosistema. Pensate allo speaker come al telecomando senza fili delle tv; 50 anni fa era visto come un mezzo lusso e un gingillo per pochi. Ma oggi chi potrebbe farne a meno?

A onor de vero, dobbiamo ammettere che nessuno degli speaker di prezzo inferiore raggiunge probabilmente la stessa qualità audio; con 6 microfoni, 7 tweeter, un subwoofer e sofisticate tecnologie beamforming,  la resa acustica di HomePod è davvero eccezionale, soprattutto se si pensa che sta tutto in una mano. Ma serve davvero? Molti hanno già un impianto audio di buona qualità a casa, o delle casse decenti, e tutto quel che chiedono è un economico aggeggio che le faccia diventare smart. E per ottenere lo scopo, un accessorio da 60€ basta e avanza.

HomePod 2

Ecco perché non sorprende che, invece di migliorare le specifiche, HomePod 2 potrebbe vedersele ridimensionate. Meno tecnologia e meno tweeter (si vocifera che saranno solo due) consentirebbero infatti ad Apple di abbassare il prezzo di vendita, e portarlo in un alveo di maggiore ragionevolezza.

Purtroppo non è dato sapere quando verrà lanciato; Bloomberg dice entro quest’anno, ma va’ a sapere. Per ora, l’unica certezza è che di HomePod in Italia non c’è neppure l’ombra; anzi, sembra che il prossimo mercato in cui verrà introdotto sia l’India. Misteri della mela.

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