Mac con chip M1: 5 ragioni per non comprarlo (per ora)

Mac con processore M1: meglio aspettare

I nuovi Mac con processore M1 sono potenti e versatili; ma ci sono almeno 5 ragioni per cui potrebbero non essere i computer adatti a te. Dal massimale di RAM alle incompatibilità software, ecco perché conviene aspettare un giro di boa prima dell’acquisto.

Questo mese, Apple ha lanciato nuovi MacBook Air, MacBook Pro e Mac mini basati su processore M1, un chip sviluppato internamente che segna il punto di cesura col passato Intel. Sono tutte macchine estremamente performanti e dotate di un’autonomia davvero formidabile, ma hanno in comune almeno 5 caratteristiche che potrebbero renderle inadatte ad alcuni tipi di utente.

Se per studio, lavoro o produttività personali hai bisogno di display esterni, di Windows, della massima compatibilità con le applicazioni o di molta memoria, allora meglio schiarirsi le idee prima di un acquisto che potrebbe rivelarsi deludente.

Nuovi Mac ARM: quello che Apple non ha detto

1. Compatibilità Limitata

Per oltre 10 anni, tutto il software per Mac è stato scritto e compilato per processori Intel. Ora dunque gli sviluppatori saranno costretti a ripartire da zero e a ottimizzare le proprie app per i processori M1.

Questo significa che, acquistando un Mac ARM adesso, si troverà pochissimo software nativo. Per questa ragione, Apple ha innestato Rosetta 2 in macOS Big Sur; si tratta di un emulatore in grado di avviare app Intel su processori ARM. La decodifica, tuttavia, ha un impatto in termini prestazionali e diverse limitazioni che impediscono l’avvio di determinate applicazioni.

Da quel che si vede, Rosetta 2 funziona tutto sommato abbastanza bene, ma è ovvio che eventuali problemi emergeranno all’aumentare della diffusione della nuova architettura.

2. Massimo 16GB di RAM

I MacBook Pro con processore Intel supportavano fino a 32GB di RAM; ora invece, coi Mac M1, il limite massimo è di soli 16GB e lo stesso vale anche per MacBook Air e Mac mini M1. Chi ha bisogno di più memoria -pensiamo a grafici, professionisti, ingegneri e videomaker- non potrà aumentarla. E questo potrebbe rappresentare un gran bel difetto.

C’è da dire che l’architettura unificata del chip M1 riesce a gestire la memoria con maggiore efficienza agli omologhi Intel, ma la limitazione resta: più RAM c’è infatti, e meglio è. E quando tanta RAM diventa una necessità, allora il problema è concreto. Fai bene i conti, prima di acquistare il nuovo computer.

3. Espandibilità Dimezzata

Non è che i Mac abbondino di porte USB per collegare periferiche e dispositivi esterni; coi Mac ARM, però, la situazione peggiora ulteriormente. Il MacBook Pro 13″ con processore M1 include solo 2 porte USB-C mentre fino a prima erano 4.

Ed è vero che si può aumentare il numero delle porte disponibili adottando un hub, ma bisogna comprendere bene le implicazioni di ciò. Oltre al fatto di dover acquistare e portarsi dietro un accessorio a vita, infatti, devi considerare che la banda passante di una porta USB 4 viene suddivisa tra i vari dispositivi collegati. Dunque, se connetti all’hub una stampante e un hard disk, non noterai alcun degrado delle prestazioni; ma se colleghi in cascata più dischi, o magari delle unità SSD, allora l’hub si tramuterà in un collo di bottiglia.

4. Niente Windows

I Mac con processore M1 non supportano Boot Camp, e dunque non potrai installare Windows. Dai test preliminari, pare che Codeweavers CrossOver sia in grado di far funzionare le app Windows, e sappiamo per certo che Parallels sta lavorando ad una versione di Parallels Desktop per ARM che consentirà l’uso simultaneo di macchine virtuali Windows 10 e macOS Big Sur su Mac con processore ARM.

Anche qui però occorre comprendere bene le dinamiche di fondo:

  1. Non è chiaro se e quando sarà rilasciata una versione definitiva dei software di virtualizzazione.
  2. Le prestazioni in emulazione software sono drasticamente ridotte rispetto al normale; ci aspettiamo per lo meno un dimezzamento delle performance.
  3. In teoria esiste una versione di Windows per ARM che potrebbe funzionare su Mac, ma Microsoft per ora non lo consente a livello di licenza. E comunque, non è il Windows che si usa normalmente sui computer: è una versione limitata che non supporta app a 64 bit, molti giochi, antivirus, fax, scanner e diverse altre cosette. Insomma, è un’altra cosa.

Va da sé che questo (avvilente) scenario è temporaneo. Un giorno, tutto il software sarà portato su ARM, e la scelta sarà ampia com’è adesso. Il problema però è che se ne riparlerà almeno tra un paio d’anni. Quindi, se vi serve Windows per qualunque ragione, inclusi i videogiochi e il gestionale, lasciate perdere i Mac ARM per qualche tempo.

5. Display & GPU Esterne

I Mac M1 non supportano schede grafiche esterne, né possono gestire più di un display oltre quello integrato. Nello specifico, su MacBook Pro e MacBook Air con M1potrai collegare solo uno “schermo esterno con risoluzione fino a 6K a 60Hz.” Il Mac mini M1, invece, supporta al massimo solo “uno schermo esterno con risoluzione fino a 6K a 60Hz.”

A mo’ di paragone, un MacBook Pro Intel può invece gestire due display 4K oppure un 6K, oltre il display integrato. Dunque, se hai bisogno di più monitor, lascia perdere per il momento i Mac con M1.

Conclusioni

Mac mini con chip M1

Alla luce di quanto detto, appare chiaro che il passaggio ai nuovi Mac risulti poco conveniente, forse addirittura deleterio per una buona fetta di utenza.  A nostro modo di vedere, conviene aspettare ancora un annetto o due prima di fare il grande salto.

Tanto più che dal punto di vista del design, questi Mac sono assolutamente identici ai predecessori; anzi, stando ai rumors, le vere novità in termini di form factor e design si vedranno solo dal 2021.

E poi c’è da considerare che il ciclo di prodotto dei Mac Intel resterà assolutamente invariato, sia dal punto di vista del supporto software che di quello hardware. Insomma, per quanto concerne la longevità dell’investimento, per l’utente non cambia nulla. In compenso però i Mac Intel garantiscono un ecosistema maturo e ben rodato.

Infine, c’è da considerare anche la questione dei costi che non è irrilevante. Grazie alle Iper-Offerte del mese di Ipermela è sempre possibile portarsi a casa un Mac di altissimo livello a prezzi incredibili.

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