iOS 27 e macOS 27: aggiornare adesso o aspettare ancora?

iPhone e MacBook su una scrivania con l’aggiornamento di sistema in corso

In breve: iOS 27 e macOS 27 sono usciti il 14 settembre. Da allora Apple ha già corretto parecchie cose: il 28 settembre con la versione 27.0.1 e il 26 ottobre con la 27.2, arrivata insieme per iPhone e Mac. Siamo a metà strada. Per l’iPhone puoi cominciare a pensarci, ma ti consigliamo ancora di aspettare il prossimo aggiornamento, soprattutto se il telefono ti serve per lavorare. Per il Mac la prudenza vale doppio: macOS 27 non arriva sui Mac con processore Intel, smette di fare i backup su Time Capsule e alcuni programmi professionali non sono ancora pronti. Qui sotto ti spieghiamo come decidere, caso per caso.

A che punto siamo, due mesi dopo

A settembre, quando è uscito iOS 27, ti avevamo dato un consiglio che non piace a tutti: non aggiornare subito, ma aspettare almeno tre o quattro aggiornamenti, cioè arrivare verso la fine dell’anno. Il motivo è semplice: la prima versione di un sistema nuovo è quella su cui i problemi si scoprono, e chi ripara iPhone e Mac se li vede arrivare al banco.

Ecco cosa è successo da allora:

  • 14 settembre: escono iOS 27 per iPhone e macOS 27 per Mac, che si chiama Golden Gate.
  • 28 settembre: arriva iOS 27.0.1, che corregge tre problemi segnalati dagli utenti. Il più fastidioso riguardava gli iPhone 18 Pro, che con il Face ID potevano riavviarsi da soli; c’erano poi uno schermo che si bloccava aprendo insieme Centro di Controllo e notifiche, e un difetto di colore in alcune foto.
  • 23 ottobre: esce iOS 27.1, ma solo per il nuovo iPhone pieghevole, l’iPhone Duo, che la trova già installata.
  • 26 ottobre: esce la 27.2, per tutti gli iPhone che possono avere iOS 27 e per i Mac con macOS 27. Porta qualche novità (soprattutto su Siri) e un altro giro di correzioni.

Tradotto: per la maggior parte delle persone gli aggiornamenti “veri” dopo il lancio sono stati due. Il sistema è più solido di settembre, ma non siamo ancora al punto in cui lo installeremmo a occhi chiusi sul telefono di un cliente.

iPhone: aggiornare adesso o aspettare ancora?

Dipende da cosa ci fai.

Se usi l’iPhone per lavorare, ad esempio con un gestionale, un registratore di cassa, un POS o un’app aziendale, la regola non cambia: si aggiorna quando il fornitore di quel software dice che è compatibile, non un minuto prima. Chiediglielo, è una domanda legittima.

Se lo usi per chiamate, messaggi, foto e qualche app, con la 27.2 il rischio è molto più basso di settembre. Il nostro consiglio resta di aspettare ancora il prossimo aggiornamento, che di solito è quello che chiude i problemi rimasti. Ma se hai una ragione precisa per aggiornare adesso, una funzione che ti serve, un’app che lo richiede, oggi non è più un salto nel buio.

Se hai appena comprato un iPhone 18 o un iPhone Duo, il problema non si pone: ha già iOS 27 di serie.

Ricorda quali iPhone lo ricevono: da iPhone 11 in avanti, più iPhone SE dalla seconda generazione. Sui modelli più vecchi il telefono continua a funzionare, ma non riceve più le novità.

Se decidi di aspettare, una cosa da sapere: restare su iOS 26 non vuol dire restare scoperti. Per chi non è pronto a passare a iOS 27, Apple pubblica aggiornamenti di sola sicurezza per iOS 26: l’ultimo, la 26.7.2, è uscito anch’esso il 26 ottobre e corregge più di cento falle. In Impostazioni > Generali > Aggiornamento software trovi due proposte: scegli quella di iOS 26, non quella di iOS 27.

Due accorgimenti valgono per tutti. Prima di aggiornare fai un backup, su iCloud o sul computer. E se non vuoi che il telefono decida da solo, vai in Impostazioni > Generali > Aggiornamento software > Aggiornamenti automatici e disattiva l’installazione automatica di iOS. Le risposte rapide di sicurezza puoi lasciarle attive: sono un’altra cosa e non cambiano il sistema.

Mac: qui la prudenza vale doppio

Sul Mac un aggiornamento sbagliato costa di più, perché sul Mac di solito c’è il lavoro. E macOS 27 ha alcune novità che conviene conoscere prima di premere “Aggiorna”.

Se il tuo Mac ha un processore Intel, non lo riceve

macOS 27 è il primo sistema che funziona solo sui Mac con processore Apple, cioè dall’M1 in avanti: in pratica MacBook Air e MacBook Pro dal 2020, iMac dal 2021, Mac mini dal 2020. I Mac Intel restano su macOS Tahoe, la versione precedente, che per ora continua a ricevere le correzioni di sicurezza.

Non c’è da spaventarsi: il Mac funziona come ieri. Ma è il segnale che quel computer è entrato nella sua ultima stagione. Non serve cambiarlo domani; serve cominciare a pensarci con calma, invece di trovarsi a decidere di corsa quando smette di funzionare il giorno di una consegna.

Il Time Capsule smette di fare i backup

Questa è la novità che toccherà più persone senza che se ne accorgano. macOS 27 non supporta più il vecchio protocollo di rete usato dagli AirPort Time Capsule, le basi Wi-Fi bianche con il disco dentro che Apple vendeva fino a qualche anno fa. Risultato: dopo l’aggiornamento, i backup di Time Machine su quel disco si fermano.

Il problema è che non te ne accorgi finché non ti serve recuperare un file. Se hai ancora un Time Capsule in casa o in ufficio, prima di aggiornare il Mac prepara un’altra strada per i backup: un disco esterno collegato al Mac oppure un NAS, cioè un piccolo archivio di rete.

I programmi di lavoro: controlla prima

Nelle prime settimane chi gestisce i Mac nelle aziende ha segnalato diversi programmi professionali non ancora pronti per macOS 27: alcuni prodotti Avid per audio e video, Vectorworks 2025 (molto usato dagli architetti), che si chiudeva all’avvio, alcune applicazioni Adobe come Illustrator e Lightroom, e la versione di OneDrive scaricata dall’App Store, che in alcuni casi perdeva la cartella sincronizzata. Anche antivirus e programmi per la VPN aziendale vanno aggiornati alla versione dichiarata compatibile prima di passare al sistema nuovo.

La situazione cambia di settimana in settimana, quindi non prendere questo elenco come definitivo. La regola è una: prima di aggiornare, apri la pagina del produttore di ogni programma che usi per lavoro e verifica che dica “compatibile con macOS 27”. Se non lo dice, aspetta.

Rosetta va reinstallata

Rosetta è il componente che permette ai Mac con processore Apple di far funzionare i vecchi programmi pensati per Intel. Dopo l’aggiornamento a macOS 27 non si reinstalla da sola: la prima volta che apri uno di quei programmi il Mac te la chiederà, e servirà la password di amministratore. Se in azienda chi usa il Mac non è amministratore, è meglio prevederlo.

Per le aziende: un Mac alla volta

In un ufficio non si aggiornano tutti i Mac nello stesso pomeriggio. Il metodo che usiamo con le aziende che seguiamo è sempre lo stesso:

  • si fa la lista dei programmi che ogni persona usa per lavorare, e per ognuno si verifica la compatibilità;
  • si aggiorna prima un Mac di prova, possibilmente di chi usa i programmi più comuni, e lo si tiene d’occhio per qualche giorno;
  • poi si procede un reparto alla volta, lasciando per ultimi i Mac con programmi non ancora certificati;
  • i backup si controllano prima, non dopo: un backup che non si è mai provato a ripristinare non è un backup.

Restare qualche mese su macOS Tahoe, aggiornato con le correzioni di sicurezza, non è un ritardo: è una scelta prudente, ed è esattamente quello che fanno i reparti informatici delle aziende più grandi.

Domande frequenti

Se non aggiorno, il mio iPhone è meno sicuro?

No, se installi gli aggiornamenti di sicurezza. Apple continua a pubblicarli anche per chi resta su iOS 26 (l’ultimo è la 26.7.2 del 26 ottobre) e su macOS Tahoe. Aspettare qualche settimana non ti espone; ignorare tutti gli aggiornamenti per mesi sì.

Ho già aggiornato e qualcosa non va. Posso tornare indietro?

Sull’iPhone, in pratica, no: Apple smette presto di permettere il ritorno alla versione precedente. Sul Mac è possibile, ma richiede un backup fatto prima dell’aggiornamento e un po’ di lavoro. Nella maggior parte dei casi conviene capire qual è il problema e risolverlo sul sistema nuovo.

Quando potrò aggiornare tranquillo?

La nostra regola è contare gli aggiornamenti, non i giorni: dopo tre o quattro versioni correttive il sistema di solito è maturo. Per iOS 27 e macOS 27 ci siamo quasi. Se hai programmi di lavoro, la risposta la dà il loro produttore.

Se non sai da che parte cominciare

Ogni settimana in sede vediamo persone che hanno aggiornato di fretta e hanno perso un’app, un backup o una mattina di lavoro. È il motivo per cui scriviamo articoli come questo: preferiamo vederti prima.

Se vuoi un parere sul tuo caso, che sia l’iPhone di casa o i Mac dell’ufficio, fissa un appuntamento nella nostra sede di Bassano del Grappa: telefona allo 0424 568670 o scrivici su WhatsApp. Guardiamo insieme cosa hai, cosa usi e cosa conviene fare, aggiornamento compreso. Per le aziende possiamo occuparci noi dell’aggiornamento di tutto il parco Mac, un computer alla volta, senza fermare il lavoro.