iOS 14: vi sveliamo come evolverà Siri

Una recente acquisizione di Apple svela i piani segreti in serbo per Siri, che forse vedremo già con iOS 14. Ed è evidente che privacy e sicurezza sono la priorità, anzi l’ossessione di Cupertino.

È notizia di questi giorni che Apple abbia formalizzato l’acquisizione di Xnor.ai, una piccola ma agguerrita startup cui si devono sofisticate tecnologie di intelligenza artificiale dedicate a dispositivi piccoli come smartphone, tablet, webcam e così via. Dal canto suo, Cupertino si trincera dietro al solito no comment (“Di tanto in tanto, Apple acquista piccole società di tecnologia, ma generalmente non discutiamo mai dello scopo o dei piani futuri”), ma stavolta i piani futuri sono parecchio evidenti, e non vediamo l’ora di vederli in concreto.

iOS 14: data di uscita, feature attese e novità

Il Problema dell’AI

L’attuale problema dell’Intelligenza Artificiale è la scarsità di potere computazionale sui dispositivi che portiamo sempre con noi: da Apple Watch ad iPhone, passando per webcam, smart tv e molto altro. Per questa ragione, le società high-tech si sono dovute inventare un sistema molto complesso che richiede l’uso di giganteschi data-center capaci di elaborare milioni di richieste contemporaneamente.

Quando effettuate una richiesta a Siri, quel che iPhone fa in realtà è registrare l’audio del comando, comprimerlo, inoltrarlo ai server Apple dove verrà analizzato e convertito in comandi; dopodiché, il telefono si limiterà a eseguire ciò che il server gli avrà detto. Ma tutta la magia della comprensione di Siri, in effetti, avviene altrove, e non sul telefonino.

Ciò costituisce un problema di privacy (alla fin fine, la politica di raccolta dei dati è un atto di fede ed eventuali violazioni si scoprono solo per caso, di tanto in tanto, con l’ennesimo scandalo), di costi (mantenere un data-center è un’impresa biblica in termini di risorse) e di praticità (se manca Internet, niente Siri). Ed è qui che entra in gioco la tecnologia di Xnor.ai:

Di decade in decade, una nuova tecnologia come l’elettricità, i microprocessori e Internet emergono e danno una nuova al mondo. Oggi tocca all’Intelligenza Artificiale. Fino ad oggi, il potere di trasformazione dell’AI è sempre stato limitato, il che ne ha impedito l’uso con efficienza nei dispositivi; ciò dipende dal fatto che l’Intelligenza Artificiale gira per lo più sul Cloud, sfruttando giganteschi data-center che richiedono una connessione ad Internet.

Da oggi, invece, liberiamo la forza dell’Intelligenza Artificiale e la mettiamo in condizione di girare in modo efficiente sui dispositivi più piccoli, esattamente come avviene nei data-center. E la connessione ad Internet non è più necessaria. L’abbiamo ribattezzato AI Everywhere, cioè AI Ubiqua.

Immaginate le webcam smart e i dispositivi che gestiscono accesso, sicurezza, salute. Nei sistemi tradizionali di AI basati su Cloud, i dispositivi sono costosi e vulnerabili a problemi di privacy. La tecnologia di Xnor invece riduce i costi e salvaguarda la privacy, poiché i dati non escono mai dal dispositivo.

Una delle applicazioni più interessanti messe a punto da Xnor è una tecnologia capace di riconoscere i volti delle persone direttamente a livello di webcam; se tutte le attività di machine learning avvengono sul dispositivo, la privacy degli utenti è davvero protetta.

Il Futuro di Siri

Implementando queste tecnologie in uno specifico chip Apple (o in una nuova versione del Neural Engine, o qualche altro tipo di co-processore), Siri diventerebbe più veloce e intelligente, e potrebbe comprendere le nostre abitudini per capire come assegnare priorità alle cose da fare in modo proattivo. Il tutto, senza che un solo bit di dati personali finisca su Internet.

Parliamo di comandi tipo: “Siri, condividilo con Rossella”, e iPhone capirebbe che stiamo parlando della fotografia aperta nell’app Fotocamera, senza dover aggiungere nulla; oppure, durante la lettura di un articolo su Safari che parla del Museo di Londra, basterebbe enunciare “Siri, dimmi di più sull’argomento” per far sì che si apra Wikipedia sulla pagina del Museum of London. E se siamo fortunati, almeno una parte di queste innovazioni potrebbero fare capolino già su iOS 14 o iOS 15.

Poi, per carità, parliamo pur sempre di possibilità e non di prodotti reali, almeno in questa fase. Ma è affascinante scoprire la distanza a cui si posa lo sguardo degli ingegneri Apple.

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