iPhone 12 senza Notch: ecco come cambia nel 2020

Sembra incredibile parlare degli iPhone del 2020, considerato che iPhone 11 e iPhone 11 pro sono appena stati rilasciati, eppure eccoci qui. Una serie di indiscrezioni molto attendibili rivela aspetto e feature del prossimo smartphone di Cupertino.

Sono passate due settimane da quando Apple ha presentato al mondo iPhone 11 e iPhone 11 Pro, ma il lavoro a Cupertino non si conclude certamente qui; c’è da preparare la scaletta dei nuovi prodotti, lanciarli, preoccuparsi di seguire il marketing e soprattutto bisogna finalizzare le specifiche del prossimo iPhone.

Ovviamente, in questa fase neppure Tim Cook in persona potrebbe confermare con certezza quali feature verranno incluse nella versione finale e quali invece no, ma una buona approssimazione di quel che ci aspetta è facile ottenerla grazie alle indiscrezioni provenienti dalle catene di montaggio in Asia, da affidabili analisti, e da canarini molto addentro alle cose della mela.

Per questa ragione, se iPhone 11 Pro vi ha emozionato, allora resterete di stucco quando vi avremo raccontato tutte le novità previste con il modello dell’anno prossimo: tanta potenza in più, maggiore autonomia, ma soprattutto un design genuinamente rivoluzionario e il ritorno -udite udite- del Touch ID ma non come ve lo ricordate.

Addio Notch?

Non sarà il chip A14 Bionic, né la fotocamera a caratterizzare le forme e il marketing di iPhone 12; no, l’autentico elemento di novità sarà costituito dalla nuova estetica completamente priva di Notch; con quest’ultimo termine si intende la protrusione della scocca sulla parte superiore del display che serve a ospitare i sensori del Face ID e della fotocamera.

E intendiamoci: se avesse potuto, Apple avrebbe creato una tavoletta di vetro e metallo completamente priva di interruzioni sin dai tempi di iPhone X, ma purtroppo la tecnologia non era ancora pronta. Non ai volumi richiesti da Apple, in ogni caso. I produttori stanno sperimentando fotocamere installate sotto al display ma il problema delle interferenze luminose per ora non è stato ancora risolto in modo soddisfacente; altri hanno anche lanciato smartphone con fotocamere a scomparsa, ma le parti in movimento mal si coniugano con l’uso quotidiano che si fa di un telefono.

Pertanto, per raggiungere il grado di compattezza e la raffinatezza di design desiderata, la mela dovrà ricorrere ad un escamotage tecnico: infilare fotocamera, microfono e sensori Face ID direttamente nella cornice scura del dispositivo. Ciò permetterebbe di raggiungere l’agognato design senza soluzioni di continuità, e soprattutto senza dover creare fori per la fotocamera in mezzo allo schermo come hanno fatto Huawei e Samsung.

E a quanto pare, non stiamo parlando di fantascienza: stando alle dichiarazioni di Ben Geskin, solitamente molto informato sulle faccende private di Cupertino, sembra infatti che Apple abbia già messo a punto almeno un prototipo fatto così. È il dispositivo che vedete nella foto qui di seguito.

 

Stile iPhone 4

Stando ad un affermato analista, Ming-Chi Kuo, l’anno prossimo sarà rilasciato un trittico di iPhone sulla falsariga degli ultimi anni; i dispositivi tuttavia saranno caratterizzati da display OLED rispettivamente da 5.4 pollici, 6.1pollici e 6.7 pollici, dunque più ampi di quelli attuali.

Ma l’elemento più interessante sarà la cornice metallica che corre attorno allo schermo e che sarà piatta e satinata come quella di iPhone 4. Il risultato dovrebbe essere un gingillo piatto e lucente, dall’aspetto incredibilmente futuristico e gradevole, praticamente privo di pulsanti fisici (ad esclusione del tasto di accensione, ovviamente).

L’iPhone 4 col suo design piatto, rilasciato nel 2010.

Face ID + Touch ID

Sebbene il Face ID sia stato presentato dal marketing di Cupertino come il futuro del riconoscimento biometrico su iPhone, iPad e Mac, non è ancora detta l’ultima parola per il Touch ID. Da principio infatti -e parliamo di qualche anno fa, durante lo sviluppo di iPhone X- Apple sperava di poter incastonare il riconoscimento del volto e delle impronte nello stesso dispositivo.

Ovviamente, poiché iPhone X e tutti gli iPhone dopo di esso non avevano più un pulsante Home da utilizzare allo scopo, Apple ha dovuto studiare una soluzione alternativa. L’idea era di integrare nel display stesso le funzionalità di riconoscimento biometrico dell’impronta, e ci erano quasi riusciti se non fosse stato per un problema all’ultimo secondo che li ha costretti a puntare tutto sul Face ID. Almeno per il momento.

Chi ha un iPhone delle ultime tre generazioni infatti sa già che il Face ID è straordinariamente efficiente nell’80% dei casi; talvolta, tuttavia, è più scomodo del dito. Per esempio, quando l’iPhone è reclinato sul tavolo e non perfettamente in linea con lo sguardo; oppure quando si portano addosso sciarpe, occhiali da sole, cappelli e così via. Anche il Touch ID tuttavia ha delle défiances, ad esempio quando le dita sono bagnate. La verità è che l’optimum si raggiungerebbe con entrambe le tecnologie.

E a Cupertino lo sanno benissimo. Ecco perché, nonostante gli investimenti nel Face ID, il Touch ID non è morto e potrebbe tornare redivivo con iPhone 12.

Conclusioni

Insomma, sebbene formalmente il 2019 avrebbe dovuto essere l’anno del grande aggiornamento (soprattutto se consideriamo che l’anno scorso ci siamo beccati un iPhone di stirpe “s”), iPhone 11 Pro sembra un telefono del secolo scorso se paragonato a quello che bolle in pentola ad Apple Campus. Ovviamente, parliamo pur sempre di rumors, e questo significa che non esistono certezze, in particolar modo con così largo anticipo rispetto al rilascio.

Ma dopo tanti anni nel campo, un po’ d’esperienza ce la siamo fatta, e al netto di eventuali sorprese una convinzione l’abbiamo maturata: Apple muore dalla voglia di creare lo smartphone perfetto, privo di pulsanti, fori e elementi estraibili (sì, vogliono far sparire anche le vecchie SIM fisiche per sostituirle in toto con una SIM virtuale). E non appena la tecnologia e i partner asiatici saranno pronti, partirà col botto. Perché la verità è che iPhone X, XS e Pro sono il ‘vorrei ma non posso’ della mela in attesa che i tempi siano maturi. E forse, stavolta ci siamo davvero.

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