iPhone pieghevole: ecco perché non arriverà tanto presto

Gli smartphone pieghevoli sono il tormentone del momento, e sebbene possano sembrare un’ottima idea, ci sono molte valide ragioni per cui Apple non ha la minima intenzione di crearne uno. Almeno per il momento.

Ora che l’idea è stata ufficialmente sdoganata da Samsung, Huawei e Oppo, tutti si pongono una domanda: quand’è che anche Apple si lancerà in un iPhone pieghevole? Risposta breve: non fateci la bocca, perché non accadrà tanto presto. Se vi interessa capire perché, invece, qui di seguito trovate la risposta lunga.

iPhone Pieghevole: Perché sì

 

 

È il tormentone del momento. Nell’eterna guerra tra Samsung e Apple, è lecito chiedersi quali contromosse abbia in serbo Cupertino per rispondere al lancio del Galaxy Fold, il primo smartphone pieghevole dell’acerrima avversaria.

A livello hardware, la caratteristica più interessante è senza dubbio la presenza di due schermi: uno frontale da 4,6 pollici a risoluzione di 840 x 1960 pixel che fa da cover, e l’altro -quello principale- di tipo Super AMOLED da 7,3 pollici e risoluzione di 1536 x 2152 pixel. Il processore centrale è uno Snapdragon 855 Qualcomm con otto core, accompagnato da 12 GB di memoria RAM e 512 GB di memoria non espandibile.

Completano la dotazione di bordo la doppia batteria, per alimentare entrambi i display, il supporto a 4G LTE e ben 6 fotocamere. È sicuramente l’oggetto del momento, ed è quello che forse solletica di più fantasia (e portafoglio) degli utenti.

Secondo una ricerca di UBS, i clienti Apple hanno poi un livello di interesse per questo tipo di dispositivi “generalmente superiore” a quello delle altre tipologie di utenti. Detta in parole povere, sono disposti a spendere di più per avere un iPhone pieghevole.

Ma al di là del fascino della novità, questa tecnologia non è esente da imperfezioni, anzi.

iPhone Pieghevole: Perché no

In teoria, infatti, il lancio ufficiale del Galaxy Fold era previsto a primavera 2019, senonché le unità inviate ai giornalisti per le recensioni hanno iniziato a rompersi, il che ha convinto la società sudcoreana a rimandare tutto al 6 settembre. Il problema però non stava tanto nella cerniera, quanto piuttosto nella pellicola di protezione del display che tendeva a scollarsi con facilità.

Nei mesi guadagnati col traccheggiamento, Samsung ha avuto modo di correggere il tiro e ora si propone di raggiungere 1 milione di unità vendute entro la fine dell’anno, e addirittura 6 milioni nel 2020, includendo però un nuovo dispositivo pieghevole che dovrebbe arrivare a febbraio. Il tutto, per un gingillo che costa oltre 2.000€.

E Apple che intenzioni ha? Partiamo da quel poco che si sa. Non esistono dubbi sul fatto che Tim Cook e i suoi stiano esplorando la possibilità di uno smartphone pieghevole: lo testimoniano i diversi brevetti depositati.

Ma non basta questo. Servono anche tecnologie all’altezza e un’intera industria capace di sfornare la componentistica necessaria nei tempi e soprattutto nei volumi richiesti, con garanzie su qualità e continuità. Insomma, per creare un prodotto high-tech di massa serve molto più che la volontà di Apple.

Se c’è la tecnologia ma manca il supporto solido dei fornitori, infatti, si rischia di creare un prodotto delicato oppure di non avere scorte a sufficienza per soddisfare la domanda; senza contare l’innalzamento dei costi di produzione, che si riflette poi sul prezzo di listino in negozio. E per ogni Euro di spesa in più, una porzione d’utenza rinuncia all’acquisto.

Se notate, poi, il Fold ha un aspetto plasticoso che fa sembrare il display quasi un giocattolo; Apple invece non accetterà nulla di meno del Gorilla Glass di Corning, cioè il vetro che viene montato su iPhone e iPad da diversi anni.

Il fatto è che Corning non è ancora riuscita a sfornare un vetro che sia al contempo resistente e flessibile: il vetro con un grado elevato di piegatura, infatti, si rompe facilmente durante gli impatti violenti come una caduta; una maggiore resistenza alle cadute accidentali, invece, rende più rigida la struttura e dunque riduce l’angolo di piegatura. Fintanto che non verrà trovata la quadra tra i due estremi, mancano i presupposti per iniziare anche solo a parlare di un iPhone pieghevole. Insomma, ammesso che sia nei piani della mela, se ne riparla tra parecchi anni.

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