Apple abbandona Intel e passa a ARM: che significa per gli utenti?

Apple abbandona Intel e passa a ARM: che significa per gli utenti?

Al WWDC 2020, Apple ha annunciato l’arrivo di Mac con processori ARM entro fine anno. Ma all’atto pratico, cosa cambia davvero per gli utenti? Facciamo chiarezza.
Aggiornamento del 12 ottobre 2020

Con un annuncio che ha già segnato la storia dell’informatica, durante lo scorso WWDC 2020 Apple ha promesso l’abbandono di Intel in favore di processori ARM su Mac; vale a dire i medesimi chip in uso già da anni su iPhone, iPad. Ma cosa sarà dei Mac attuali? Bisognerà ricomprare tutto il software? E quali limitazioni ci saranno? Vi aiutiamo a fare il punto della situazione, sottolineando pro e contro di questo epocale cambiamento.

Mac ARM: arriva nel 2020, poi rivoluzione nel design

Perché ARM?

I processori ARM sono già in uso -e da tanto tempo- su iPhone, iPad, Apple Watch e Apple TV; in più vengono utilizzati per gestire la sicurezza nei Mac di ultima generazione. Basandosi sulle specifiche di questa piattaforma, gli ingegneri di Cupertino possono creare le CPU di cui hanno bisogno, potenti quanto necessario, e dotate delle funzionalità hardware che servono al software.

In virtù di questa novità, Apple può slegarsi dai cicli di sviluppo di Intel e decidere da sé quando rilasciare nuovi processori (e dunque nuovi Mac). Inoltre, ogni avanzamento tecnologico su macOS potrebbe portare benefìci anche ad iOS, e viceversa. Si tratta di una scelta coraggiosa ma molto lungimirante.

Processori ARM: Quanta Potenza?

I processori che Apple infilerà sui Mac saranno specificatamente progettati per questo scopo, e dunque -a fronte di consumi contenuti- di sicuro consentiranno di raggiungere prestazioni per lo meno paragonabili a quelle di Intel.

Ovviamente, è presto per lanciarsi in previsioni azzardate, ma qualcosa possiamo già anticiparla. Sappiamo infatti che il chip A12Z degli attuali iPad Pro è già paragonabile ai Mac di fascia bassa e media in determinati compiti come i rendering video e la conversione audio. Lo rivelano i test di velocità.

E non è un caso che questo sia il chip prescelto da Apple per i Developer Transition Kit (DTK), cioè i Mac mini ARM dedicati agli sviluppatori; macchine che servono a testare il software che girerà sui Mac del futuro.

I Mac ARM saranno Migliori?

Si e no, ma occorre fare alcune considerazioni. È evidente che con questo salto tecnologico Apple, voglia spianare la strada ai futuri Mac: dunque, alla luce del buon senso, si rema quantomeno in quella direzione. Ma non è così scontato che le prime macchine saranno così tanto performanti, soprattutto se paragonate alle CPU di fascia alta e altissima di Intel.

Inoltre, non è detto che l’ultima novità rappresenti necessariamente la cosa migliore per tutte le tipologie di utenti. Per una serie di importanti ragioni:

  1. Scarsità di Software: Sebbene gli sviluppatori abbiano qualche mese per iniziare a lavorare sul software nativo per Mac ARM, ci vorrà parecchio tempo per completare la transizione. Neppure Apple si sogna di dire addio a Intel dall’oggi al domani: sarà un processo lungo, che durerà un paio d’anni; lasso di tempo in cui continueranno ad essere rilasciati Mac Intel come al solito. Fino a quando la situazione non si sarà normalizzata, è praticamente certo che molto software resterà vincolato a Intel (ma questo non significa che non potrete usarlo, vedi punto successivo).
  2. Rosetta 2: Poiché è impensabile portare l’attuale parco software da Intel ad ARM in pochi mesi, Apple ha escogitato una tecnologia di emulazione chiamata Rosetta che consente di avviare app Intel su processori ARM; la contropartita è che le prestazioni saranno degradate. Dunque, che senso ha acquistare l’ultimo modello di Mac, se poi le app che vi servono girano più lente che sul vecchio computer? E questo è un fenomeno che andrà avanti per diversi annetti.
  3. Boot Camp: Col passaggio ad ARM, dite addio a Windows su Mac. O per meglio dire, dimenticate la fluidità e la semplicità con cui poteva essere installato e avviato sulla nostra piattaforma. In presenza di hardware non x86, Boot Camp verrà eliminato da macOS, e occorrerà sostituirlo con software più pesanti e complessi (a pagamento), con prestazioni molto inferiori rispetto a quelle cui eravamo abituati. In altre parole, se Windows vi serve per lavoro, restate coi Mac Intel fino a quando possibile.

Mac ARM: Quando Arrivano? [Aggiornato]

A dire di Apple, il primo Mac con processore ARM sarà introdotto entro la fine del 2020, e altri seguiranno nel corso dei due anni successivi, fino al completamento della transizione. Stando alle indiscrezioni dei soliti ben informati, sembra che il lancio avverrà a novembre 2020 subito dopo i nuovi iPad Air e iPhone 12.

Non è stata fatta esplicita menzione del modello apripista, ma è praticamente certo che si tratti di un un portatile; facile ipotizzare che il prescelto sarà il MacBook Air o il MacBook Pro. L’ultimo a fare il grande salto, invece, sarà con ogni probabilità il Mac Pro. Per quest’ultimo, infatti, serve molta potenza, e dunque un’ottimizzazione certosina del processore.

Conviene Comprarlo Subito?

A nostro giudizio, no. A meno che non siate incuriositi o molto appassionati, è altamente improbabile che ci siano dei vantaggi per la maggior parte degli utenti, nell’immediato. Anche perché su questo, Apple è stata molto chiara: i Mac Intel saranno supportati per anni con aggiornamenti software e nuove versioni di macOS, anche a transizione avvenuta. Pertanto, il ciclo di prodotto resterà immutato.

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