Lunga vita al Touch ID: tornerà con iPhone 12 Pro

Touch ID, il sensore di impronte digitali mandato in pensione con iPhone X, non è defunto. Tornerà l’anno prossimo su iPhone 12 Pro, ma non come ve lo ricordate. Sarà molto migliore.

Non è la prima volta che Apple riesuma una vecchia tecnologia, e non sarà l’ultima; fa parte del DNA della mela riconoscere gli errori, e tornare sui propri passi quando le circostanze lo rendono necessario. È successo col meccanismo a forbice della tastiera dei MacBook, eclissato dal meccanismo a farfalla che poi è stato sostituito di nuovo nei MacBook Pro 16″; ed è accaduto col Mac Pro, che era diventato stiloso ma impossibile da espandere o aggiornare.

E ora il copione si ripeterà nuovamente per il Touch ID, la feature di lettura delle impronte digitali che in teoria sarebbe stata seppellita dalla praticità dalla maggiore sicurezza dal Face ID. Eppure, Apple vuole riportarla in auge: perché?

 

Mac e iPhone: l’innovazione non è sempre progresso

Touch ID vs. Face ID

Quando fu implementato per la prima volta su iPhone, il Touch ID costituì un’autentica rivoluzione poiché portava su dispositivi di classe consumer la robustezza del riconoscimento biometrico. Era un importante miglioramento perché, rispetto ad un semplice PIN a 4 cifre, garantisce un livello di sicurezza 10 volte superiore; senza contare la maggiore comodità ed immediatezza: ecco perché è stato subito un successo.

Poi, con iPhone X, è stato fatto un passo in avanti: il Face ID è 20 volte più sicuro dell’impronta, e in più sblocca il telefono senza fare letteralmente nulla: basta puntarlo verso il volto. Ma è lì che sorgono i problemi.

Se nella maggior parte dei casi questa soluzione è perfetta e sembra quasi magica, ci sono una serie di situazioni in cui si rimpiange il vecchio sistema. Per esempio quando iPhone è poggiato su una superficie piana, oppure quando si è impegnati in altre faccende che impediscono di fissare lo schermo (se il rilevamento dell’attenzione è attivo, non basta direzionare la fotocamera verso gli occhi: occorre anche che siano aperti e che stiano guardando il display).

Dopo anni di uso, potremmo riassumere così la faccenda: Face ID è perfetto in un buon 75% dei casi, ma per il resto tornerebbe decisamente più comodo il Touch ID. Il problema è che sugli iPhone moderni non c’è più posto per il vecchio pulsante Home, ed è per questo che Apple sta pensando ad una tecnologia completamente diversa per ottenere il medesimo scopo.

Touch ID nel Display

In luogo di un sensore ad hoc infilato in un pulsante fisico, l’idea è di rendere l’intero display (o almeno la maggior parte di esso) sensibile alle impronte digitali. Attualmente esistono due tecnologie che permettono di farlo: quella ottica, in grado di effettuare una scansione bidimensionale dell’impronta, e quella ultrasonica, capace di creare una scansione 3D dell’impronta. Quest’ultima è molto più sicura, ed è per questo che Tim Cook intende adottarla.

Stando ai rumors, la magia sarà resa possibile da un sensore ad hoc creato da Qualcomm; a livello hardware è molto simile al chip implementato anche sul Galaxy S10 di Samsung, ma con una netta differenza: la variante dedicata ad Apple sarà più avanzata, e permetterà di attivare il riconoscimento dell’impronta su una superficie 17 volte più ampia.

Ovviamente, una simile tecnologia sarà anche costosa e complicata, dunque è lecito aspettarsi che venga inclusa solo nei modelli di punta del 2020, vale a dire iPhone 12 Pro e Pro Max; sull’entry level e su iPhone 12, invece, per ragione di contenimento dei costi, si continuerà di sicuro ad utilizzare esclusivamente Face ID.

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